consiglio regionale fvg TRIESTE 2 febbraio 2014 - Alla fine il topo ha partorito l’elefante. I rappresentanti delle Province non saranno più eletti dai cittadini, ma da sindaci e consiglieri comunali. Con 23 sì del centrosinistra e 14 no – centrodestra e M5S – ieri il Consiglio regionale ha approvato la cosiddetta norma transitoria per il nuovo sistema elettorale delle Province.
Questa norma, totalmente inedita, debutterà per l’ente intermedio di Pordenone, tra ottobre e novembre 2014. Nel frattempo restano in carica il presidente Alessandro Ciriani e la giunta. Per Pd, Cittadini e Sel si tratta di un passo fondamentale verso la riforma delle Autonomie locali. Per il centrodestra è una legge truffa. Il Movimento pentastellato invece, gridano allo scandalo, in quanto per loro rappresenta una contraddizione abolire le Province e poi ideare un nuovo sistema di voto. I grillini avrebbero preferito un commissario. Questa norma transitoria è in attesa di approvazione dal Parlamento e ci vorrà un anno per ciò che le Province siano cancellate dallo Statuto regionale.
Gorizia e Trieste andranno a scadenza nel 2016, mentre Udine nel 2018. Una volta approvata a Roma la legge di modifica dello Statuto sarà il Consiglio, con norma ordinaria, a stabilire quando chiuderanno Gorizia, Trieste e Udine.
Difficile immaginare che la Provincia di Udine, guidata dal leghista Pietro Fontanini, resterà operativa fino al 2018. Più facile, invece, che Enrico Gherghetta, esponente del Pd e presidente della Provincia di Gorizia, e Maria Teresa Bassa Poropat, rappresentante della civica Cittadini e presidente della Provincia di Trieste, arriveranno fino al 2016. Con ogni probabilità – anche se nessuno ancora si sbilancia – sarà quello l’anno in cui chiuderanno tutte le Province del Fvg.
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