Riceviamo la seguente lettera:
“Con i 148 esuberi alla Sertubi, abbiamo segnato una delle più brutte pagine della storia dell’industria triestina. La proprietà vuole procedere mettendo alla porta gran parte dei lavoratori, eliminando di fatto il prodotto italiano e usandone il marchio per materiali messi in opera fuori dal nostro Paese. O ci si mette finalmente assieme, parti sociali, sindacali e politiche, per risollevare le sorti di un’ industria inesorabilmente indirizzata oramai verso una fine certa, o per tutto il comparto non ci sarà più niente da fare”. Queste la parole di Matteo Cernigoi, Segretario Generale di UGL Friuli Venezia Giulia, a seguito dell’ennesimo colpo inferto ad una delle attività produttive triestine in bilico negli ultimi tempi. Il futuro della Sertubi sembra così segnato, dopo le innumerevoli promesse da parte della nuova proprietà di riportare alla normalità una situazione che appariva da subito seriamente compromessa. “ La città sembra abbandonata a se stessa, mentre avanzano all’orizzonte soluzioni che non risolveranno quasi per nulla, il problema di un eventuale ricollocamento del personale, oggi in serio pericolo. Si sta tentando di mettere una pietra tombale sopra all’industria triestina: sembra quasi di rivivere l’incubo che ha portato alla chiusura dei cantieri, motore primo della nostra attività produttiva, immolato per il bene di altre realtà italiane.” Conclude Cernigoi “ Il tempo sta per scadere, mentre la bomba sociale sembra già essere innescata: o ci si muove immediatamente per reperire al più presto nuovi investitori e dare nuova forza al comparto, o non si potranno arginare manifestazioni di ogni genere perché la gente, i lavoratori, tante famiglie senza un progetto per il domani, sono definitivamente esasperate.”
Ugl FVG