Riceviamo la seguente lettera, che provvediamo a pubblicare per intero:
Abbiamo ricevuto parecchie rimostranze da parte dei nostri associati in quanto, dopo aver impiegato parecchio tempo nella preparazione di un progetto da presentare in linea con quanto previsto nel regolamento di attuazione della L. Reg. n° 47/78, non è stato possibile inviarlo attraverso la procedure telematica prevista dalla regione. Per accedere a tale fondo della legge regionale infatti è necessario scaricare preventivamente i moduli di descrizione di progetto ed il foglio in Microsoft Excel per la compilazione della parte economica. Dopo aver illustrato nei dettagli il progetto e predisposto un piano economico, è possibile inserire questi dati nel sito predisposto dalla regione. Inoltre è necessario stampare il modulo PDF risultante sul quale apporre una marca da bollo ed annullarla ed anche questo foglio allegarlo on line al progetto. Tutti i progetti era già stati predisposti e inseriti nel sito preposto dalla Regione Friuli Venezia Giulia già nei giorni precedenti per evitare di arrivare all’ultimo minuto. Giovedì 20 tutti erano pronti alla spedizione anche perché la procedura di invio risultava molto semplice e si riteneva di ultimarla in pochi minuti. E’ vero che la procedura richiedeva una certa velocità di digitazione, abilità di lettura: si doveva caricare una pagina del sito della Regione - che sarebbe stata presente solo dallo scoccare dell’ora prestabilita in poi - inserire il codice identificativo della propria domanda, un codice di verifica del tipo capcha (quello con lettere e numeri, per capirci), e premere un bottone di invio. Ma le cose non sono andate per il verso giusto. Alle 8.50 il tempo di caricamento della pagina di prova era già salito a 15 secondi, lasciando poche speranze di successo. Fino alle ore 10.00 nessuno è riuscito ad accedere, e quando finalmente siamo riusciti ad accedere, è venuto fuori il messaggio che ci comunicava che la “soglia massima di progetti inseriti era stata raggiunta”. Avremmo preferito mancare l’obiettivo per nostra inefficacia o per un nostro errore, ma non ci è stata nemmeno data l’opportunità di provare.
A questo punto sorgono delle domande spontanee:
- il server era sovraccarico?
- E in caso di server sovraccarico,
- Sono stati fatti dei test?
- Chi ha sancito che la procedura era corretta?
- Chi ha stabilito che l’infrastruttura informatica utilizzata era stata adeguatamente dimensionata?
- Chi ha stabilito che questa procedura era TRASPARENTE, CORRETTA ed EFFICACE?
Stiamo parlando di un’assegnazione di milioni di euro la cui procedura di assegnazione ci lascia sgomenti! Tutto si può pensare di
questa procedura ma non è TRASPARENTE! Sono soldi pubblici e non sappiamo:
a) Chi sono stati le aziende, TUTTE, che hanno inserito progetti nel sito della Regione FVG?
b) Chi mi dice che l’azienda cento-un-esima non ha un progetto di ricerca di contenuti eccellenti e più
innovativi di quei cento progetti accettati?
c) Quale è il danno economico, peraltro facilmente quantificabile, arrecati dall’uso di questa procedura per ogni
azienda esclusa dalla presentazione del proprio progetto?
In ogni caso, gli obiettivi della Legge Regionale 47/1978 sono orientati a promuovere INTERVENTI PER LA RICERCA APPLICATA E L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA, e non chi è il primo (e più fortunato) a fare un “click” nel momento più opportuno. Sperando che la procedura venga rivista e, speriamo, modificata oltre a sperare una riapertuta del bando.
Enrico Rossini
Presidente Assomicroimprese Trieste