Tre operatori “fuori uso” (unmedico, un’infermiera e una Oss) dopo essere stati aggrediti da un uomo in preda all’alcol e a una grave crisi mentale. E un servizio essenziale, qual è un Pronto soccorso, interrotto per una buona mezz’ora. È stata una notte ancor più movimentata e difficile, di quanto non lo sia abitualmente, quella vissuta tra giovedì e ieri al Pronto soccorso di Cattinara. Poco dopo la mezzanotte i carabinieri e il 118 si sono presentati lì scortando il 45enne L.C., “vecchia conoscenza” del Dipartimento di Salute mentale che della cosiddetta Alcologia. Sopraffatto da un’abbondante bevuta di “super”, annunciava propositi di «farla finita». Affidato al “controllo” della struttura ospedaliera, i carabinieri se ne sono andati. Ma, a quel punto, il suo stato di agitazione è stato un crescendo. Finché non è arrivato alle mani. L.T., il medico, se l’è cavata con una distorsione del rachide cervicale giudicata poi guaribile in tre giorni. Sette ce ne vorranno invece per la Oss, C.T., per lo stesso motivo. Peggio è andata a D.M., l’infermiera, che ha riportato una distorsione al polso con sospetta lesione ossea, prognosi 25 giorni. Doveroso, a quel punto, il ritorno a Cattinara dei carabinieri, che poi hanno riportato a casa L.C. quand’era più o meno l’una. Ma la notte da incubo era tutt’altro che finita. Verso le 5 i militari l’hanno dovuto riaccompagnare a Cattinara. Sempre ubriaco, continuava a minacciare il suicidio, «mi taglio le vene». Pareva che si fosse messo tranquillo, tanto che i carabinieri avevano potuto riandarsene. Mapoco dopoha ricominciato a agitarsi, al punto che dal Pronto soccorso è partita una telefonata al 113 e sul posto sono piombate le volanti della Questura. Alle 9 del mattino l’uomo è stato preso in carico dallo psichiatra di turno del Dsm, che l’ha portato al Maggiore, nell’apposito Spdc, il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura. L’episodio, gioco forza, fa tornare alla mente le polemiche di primavera - tra i medici del Pronto soccorso che dipendono dall’Azienda ospedaliera e i colleghi del Dsm che rispondono all’Azienda sanitaria - dopo che era stato attivato un protocollo sperimentale proprio fra Ass e Azienda ospedaliera che definiva le modalità d’intervento al Pronto soccorso di Cattinara, prima che allo Spdc del Maggiore, per pazienti con sospetti problemi psichici.Unprotocollo che, però, di fatto è stato già cancellato, come si desume da una nota di revoca datata 12 luglio e inviata dal direttore generale dell’Ass Fabio Samani all’omologo ospedaliero Francesco Cobello. Ciò che è successo l’altra notte, insomma, è successo, a rigor di regolamento, in una sorta di terra di nessuno. «Non sono autorizzato a rilasciare dichiarazioni »,così Walter Zalukar, il primario del Pronto soccorso. «Il protocollo è stato revocato - ribatte Adele Maggiore, il direttore sanitario dell’Ass - perché i sindacati dei medici hanno chiesto di rivederne i termini formali. In questi giorni lo stiamo ripresentando. Ciò non significa che le attività sono state interrotte. Prima del 12 luglio le cose sarebbero andate allo stesso modo.Un soggetto con un tasso alcolemico così alto, il 118 non avrebbe potuto portarlo subito allo Spdc». E lo psichiatra dopo nove ore? «Mi risulta che la prima segnalazione è arrivata dal Pronto soccorso alle sei». (pi.ra.)
(da Il Piccolo)