donna in vasca da bagnoUna buona notizia, anche nel pieno dell’estate, arriva dal Comune. Le tariffe dell’acqua diminuiranno mediamente, nei prossimi cinque anni, del 10 per cento. Lo ha deciso ieri l’Ato (Ambito territoriale ottimale), presieduto dal sindaco Roberto Cosolini, che ha rivisto il “Piano d’ambito” abbassando il prezzo di un prodotto, l’acqua, definito spesso con molta enfasi un bene pubblico. Una decisione che era nell’aria, attesa, al centro nelle settimane scorse di roventi polemiche a sinistra proprio sulla mancata diminuzione delle tariffe di AcegasAps. Nel mirino delle accuse era finito proprio Cosolini. Ora la decisione c’è ed è definitiva. Ma per entrare in vigore, la revisione delle tariffe deve attendere il parere dell’Autorità Garante e cioè nonmenodi tre mesi. In pratica per vedere una bolletta “più magra” i triestini dovranno attendere l’autunno inoltrato, se non oltre.Macomunque non si torna indietro,mese più o mese meno per cinque anni l’acqua si pagherà di meno. Però attenzione, il 10 per cento è una riduzione media. Questo significa che non tutti usufruiranno della stessa diminuzione per via di alcune variabili nella bolletta che determinano il prezzo (il volume, la maggiorazione e altri balzelli). Cosicché qualcuno più fortunato potrebbe trovarsi una riduzione dell’11 per cento, qualche altro solo dell’otto. Nella stessa riunione di ieri è stato costituito il Comitato consultivo degli utenti, anche questo annunciato da tempo, formato dalle associazioni dei consumatori e di tutela ambientale. Il quale Comitato avrà come primo compito il controllo della qualità del servizio. Soddisfatto il sindaco Cosolini per la «decisione fortemente cercata e voluta dalla maggioranza di centrosinistra ». «Prima cosa da sottolineare - afferma ilprimo cittadino - e che anche in un’azienda industriale come AcegasAps è possibile un controllo pubblico che può intervenire e decidere. É indubbio che questo significa una maggiore garanzia e tutela per i cittadini. Quello della diminuzione delle tariffe dell’acqua è un segnale forte che diamo alla città in un periodo di crisi e di difficoltà economiche per molte famiglie. In secondo luogo questa decisione presa dall’Ato è ispirata allo spirito referendario che ha posto l’acqua come bene pubblico. E proprio questo aspetto, importantissimo, ha avuto un peso nella decisione dell’abbassamento delle tariffe». (fe.vi.)
(da Il Piccolo)